Obiettivi
Ho comprato una macchina fotografica digitale nuova, con tanto di obiettivi, memory card, eccetera, insomma tutto l’occorrente per dedicarmi anima e corpo all’hobby della fotografia. Mi risuona in testa già da un po’ il pensiero che io sia molto più sbagliato di quanto abbia mai voluto ammettere. Preso di per sé, questo è davvero un pensiero utile. Voglio dire, chiunque leggesse dall’esterno una cosa del genere probabilmente penserebbe “ecco un altro che si piange addosso” e invece non è così, non è di questo che si tratta. E’ una buona constatazione, un punto di partenza. Verrebbe da pensare che crescere, progredire, nella vita, sia un inevitabile presa di coscienza dei propri limiti, delle proprie manchevolezze. Dei propri errori.
Nel post precedente auto-promuovevo una serata in cui avrei dovuto suonare “dal vivo” (in realtà, le virgolette sarebbero superflue, ma mettere la frase senza di esse le dà un tono che mi pare francamente esagerato). Bene, a quella serata (che è stata una pena) sono venute sì e no una ventina di persone, di cui forse due o tre erano amiche mie, il resto erano lì perché portate dal mio socio. Un disastro.
Mi è venuto da pensare che non sono in grado di portare più di due o tre persone ad una serata in cui suono (“dal vivo”). Sembra che da un certo punto della propria esistenza in avanti il pessimismo diventi una scelta quasi obbligata, barattabile solamente con l’ignoranza. Non so, è che vorrei provarci ancora, tutto qui. Mi piacerebbe non tirare i remi in barca a soli trentotto anni (tanta gente, del resto, lo fa molto prima). Mi piacerebbe provarci ancora, almeno provarci, qualunque cosa ci sia da andare a vedere, anche se dovessi scoprire che valgo molto meno di quanto pensassi. Nino
La canzone che forse ascoltate in sottofondo è di Johnny Cash, "Hurt". Dopo un pò, anche gli Smiths stancano...
Oggi però mi guardavo attorno e mi è venuto in mente di chiedermi: ma cosa ci sarà mai di così bello da fotografare, poi? Sarà mica bella questa città, presa in mezzo tra la voglia di tagliare tutti gli altri fuori e la consapevolezza di non poterne fare a meno, degli altri? Oppure sarà bella la gente che mi circonda, desiderosa soltanto di vendersi al meglio, non importa quale aspetto della vita si prenda in considerazione?
Allora ho pensato di puntare l’obiettivo su di me: l’utilità dello zoom.
No, non credo che scatterò foto per un po’.
Allora, sono sempre gli “altri” ad essere meschini, grigi, a non “capire” il nostro valore? O magari siamo noi (sono io) a dare poco a loro? Magari questa corazza di autosufficienza alla fine ha convinto loro più di me stesso? Magari siamo noi (sono io) a valere meno di quanto riteniamo (ritengo)?
Chiedersi “quanto valgo io?” non è male. E’ una buona domanda, una delle migliori che possiamo porci. Allora questa è la domanda che mi pongo io oggi (no, in realtà me la pongo già da un po’), e mi chiedo se quanto faccio per gli altri è sufficiente (forse no). Mi chiedo se quanto faccio per voi è sufficiente. Voglio dire, perché dovreste venire qui a lasciare un messaggio, un commento a questo post, quando io non faccio lo stesso con voi?
A ben vedere, ho fatto dell’egoismo la mia bandiera, negli ultimi due anni. No, forse la cosa è cominciata molto prima. Mi ha protetto, e mi ha limitato. O almeno, spero che sia così, prego che mi abbia limitato perché questo significherebbe che c’è qualcosa che è stato limitato, ma qualcosa c’è. L’alternativa è che questo “qualcosa” neanche ci sia.

