Non è colpa di nessuno
martedì, 29 novembre 2005
So what



"Dai, accompagnami fuori a fumarmi una sigaretta"
"Sei scema? Ci saranno venti gradi sotto zero e io non ho neanche il camice..."
"Non fa niente, sei più fico con la divisa azzurrina in maniche corte e gli zoccoli coperti di neve."
"Tu invece sei doppiamente scema, perchè fumi e perchè esci a fumare che qua pare la Siberia. Non ci vedo nessun vantaggio"
"Ah certo che sei proprio uno precisino. Che, le cose si fanno solo perchè c'è il vantaggio?"
"No, però neanche va bene a farle proprio da fessi"
"Stai zitto e guarda. Sta passando Oronzo, ma guardalo... cammina sempre impettito come se c'avesse un bastone su per il culo. Che faccia di cazzo... ma quanti anni ha?"
"Lascia stare, c'ha 48 anni, però alle feste di reparto viene sempre vestito come un ragazzino e ci prova con tutte come un coglione, e a casa, moglie e due figli..."
"Che squallore."
"Con te come mai non ci ha ancora provato?"
"Che ne so, si vede che a suo parere non gli lecco il culo abbastanza. A parte che a me piace quel nuovo infermiere, quello camerunense..."
"Eh già, try black and never come back..."
"Embè? Mica è colpa mia se sono nata europea e italiana, vale a dire in una nazione di maschi ipodotati."
"Mi spiace per te, hai conosciuto le persone sbagliate fino ad ora. Con me non si è mai lamentata nessuna."
"E certo, e mò venivano a lamentarsi con te. Non si saranno lamentate con te ma con le proprie amiche sì. Che poi, da quant'è che non trombi?"
"E' già un pò, quasi un mesetto. Ma questo week end dovremmo finalmente rivederci. Perchè tu invece, madame Pompadour?"
"Lascia perdere, io peggio... l'ultimo tizio che ho beccato c'aveva il cazzo storto. Ma te lo immagini? Tutto storto a sinistra. Una roba che se ci ripenso mi viene troppo da ridere..."
"Beh un pò storto è abbastanza normale."
"Senti Nino guarda che ne avrò pure visto qualcuno in vita mia e so giudicare... questo era proprio storto! A parte che si interessava di certe cagate... oddio era un bel figlio, ma l'omeopatia e il reiki proprio non li reggo."
"Hai finito 'sta cazzo di sigaretta? Tieni va, prendi un cioccolatino, tieni il fondente che a me il fondente fa schifo e lasciami quello al latte che è troppo buono..."
"Eccheccazzo anche a me piace quello al latte... vabbè dai giusto perchè oggi mi hai fatto mettere la vena centrale, schiavista. Ma di chi sono?"
"Dei genitori di Sxxx, quello del letto sei. Oggi hanno portato una scatola di cioccolatini per il reparto."
"Ah, noi mangiamo i loro cioccolatini mentre il loro figlio a venticinque anni sta morendo e noi non riusciamo a salvarlo?"
"E che vuoi fare, lasciarli lì che se li mangia tutti il primario? Almeno così è più equo. Hai scritto in cartella che gli hai preso la centrale?"
"Fatto. Per chi mi hai preso?"
"Per quella che sei. Ma era la tua prima vena centrale?"
"Sì, che si vedeva così tanto?"
"No, sei stata brava. Lo sai che al Policlinico di Bari la mia prima vena centrale se la ricordano ancora? Portai certi pasticcini e la focaccia appena sfornata alle dieci di mattino che persino Vailati sospese l'intervento per venire a mangiare."
"I primari mangiano sempre più degli altri. Ma io non seguo gli schemi, li rompo."
"Tu vuoi vedere la sala operatoria col binocolo, ho capito. Comunque domani siamo assieme sulla duodenocefalo di Montardi..."
"Madò che palle, è lento, noioso e non vuole neanche sentire un pò di musica, poi fa il viscido con le donne ma con la strumentista che non gli passa i ferri come vuole lui si incazza, strepita e batte il piede a terra..."
"Quello è il piede primariale, imparerai a riconoscerlo. Comunque il mio taglio interpretativo dell'intervento è questo: la gente che lavora va disturbata il meno possibile, perciò io cercherò di stare fuori dalla sala quanto più posso."
"E se c'è bisogno di qualcosa? E se il paziente sanguina?"
"E che ti credi, un fischio e arrivo. Proprio niente niente ti ho insegnato? Dai, rientriamo che sta arrivando 'sto codice rosso e magari devo andare di nuovo in P.S. a fare barba e capelli a quel coglione dell'endoscopista..."



Che poi Andrea sta sdraiato in quel letto della C1 e ha 21 anni, e tutti attorno gli dicono che è molto bravo, e anch'io gli dico che è molto bravo, è proprio bravo Andrea che ha 21 anni ma sembra che ne abbia 60 e mi guarda e non si lamenta mentre gli chiedo se ha dolore e lui dice no, solo un pochino e io gli dico che forse il Durogesic non basta più e dovremo pensare a qualcos'altro, è bravo Andrea che ha un'intera farmacia segnata nel suo foglio di terapia ma non si lamenta, è bravo e sta morendo come un bravo ragazzo e io mi chiedo che cazzo vuol dire essere bravi, sai che soddisfazione stendere i tacchi fra due ali di folla che batte le mani e pensa "Che bravo quel paziente, neanche ha rotto i coglioni mentre moriva" e pensa mille altre cose banali come Andrea muore fra due settimane o un mese e Montardi invece campa altri trenta o quaranta anni, e Montardi sì che rompe i coglioni e non è neanche bravo, l'altro giorno in sala ha ranzato la cava a uno e neanche è venuto a spiarlo dopo in Terapia Intensiva (però i parenti gli hanno portato il salame di Varzi lo stesso, mentre di noi mediconzoli del cazzo sanno a malapena che esistiamo), e il fatto è che mi sono rotto le palle di dire cose banali e mi piacerebbe che esistessero altre persone.
Sorrido ad Andrea come uno stronzo e lui mi guarda andare via ma non sorride e penso e spero che mentre muore almeno si renderà conto di che razza di stronzo che sono.

Prima di finire il mio turno la incrocio mentre torna anche lei da una visita in degenza.
"Dai, andiamo fuori a fumarcene una.", le dico.
"Fumarcene? Che succede? Vuoi fumare anche tu? Senza neanche il camice?"
"No, boh, è solo che..."
"... è solo che sei un cretino e ancora non lo sai perchè la tua mamma ti vuole troppo bene e non te lo dice mai. Ora passiamo dalla TIG, vai nel tuo armadietto, non prendere il camice che comunque non ti serve e poi a me i medici che girano in camice stanno sulle palle, come i preti sempre in tonaca, prendi invece il portafoglio e mi paghi un caffè, che io guadagno esattamente un sesto di quanto prendi tu, diosanto."
"E che vuol dire? Ma tu le sai tutte le mie spese? I libri, i CD..."
"Sì sì... almeno spendessi più soldi in troie..."
postato da: Bad alle ore 18:21 | Permalink | commenti (66)
categoria:
martedì, 22 novembre 2005

Titoli sbagliati

Prima di tutto c'è una fotografia bellissima; poi c'è una casa che somiglia a tante altre, potrebbe somigliare anche alla mia; c'è un tizio che si alza la mattina e scopre che la macchina è ammaccata, scopre che la sua vita ha poco senso e lo cerca altrove, in una spiaggia deserta d'inverno. C'è un amaro viaggio a ritroso verso il fallimento di una storia, non dall'inizio alla fine ma in senso inverso. C'è il dolore (ma anche la necessità) di dover ricordare, perchè senza il ricordo non siamo nessuno.
Ci sono due bravi attori e un grande sceneggiatore. C'è una bella colonna sonora. C'è un percorso onirico descritto con leggerezza che non dice più di quanto vorrebbe dire e lascia allo spettatore il resto.
Insomma, c'è un ottimo film con un bellissimo titolo, che sembra pensato da Nick Cave: "Eternal sunshine of the spotless mind".
C'è anche, purtroppo, qualche genio che ha pensato di tradurre il titolo in un banalissimo "Se mi lasci ti cancello" a mio parere adattissimo per una commediola con Jennifer Lopez e Ben Affleck, ma tant'è.
C'è la scoperta che il più grande bluff della musica italiana (il signor Fornaciari) ha copiato l'ennesima canzone; questa almeno non avrà il coraggio di dire che l'ha scritta lui, spero.
C'è la domanda, forse stupida, se Charlie Kaufman ha qualcosa a che vedere con Andy Kaufman, il comico americano morto a 36 anni a cui Jim Carrey ha dedicato quel bel film (con quella stupenda colonna sonora dei R.E.M.) che è "Man on the moon".
Non è poco: è un film.

Da tanto tempo non suonavo interamente una canzone; forse il film visto ieri sera mi ha ispirato, forse è solo perchè avevo un pò di tempo e l'ho utilizzato così. Prendetevela con Carrey, comunque a me questa "Forbidden colours" piace.

Nino

Qualcuno sa dirmi come fare affinchè gli utenti di Mozilla (tra i quali da poco si annida anche il sottoscritto) possano usufruire delle mie capacità musicali, insomma possano ascoltare le schifezze che suono? Grazie.

 

postato da: Bad alle ore 12:15 | Permalink | commenti (18)
categoria:
lunedì, 14 novembre 2005

Thank you mr. Martin

Questa (brutta) "In my place" la suonai l'anno scorso (o due anni fa?), e mi era rimasta sul computer. Mettermi a cantarla di nuovo adesso, a mezzanotte, cercando di fare meglio (che peggio sarebbe impossibile), mi pare una pessima idea, dato che ci tengo alle ruote della mia macchina, io (ci tengo così tanto che dopo 60mila km non le ho ancora cambiate, che volete, mi affeziono, io).
Però una canzone dei Coldplay ci sta bene stasera, e ci sta bene anche un bel "Grazie, mr. Martin" (anche se i 40 bigliettoni per il concerto erano già un bel ringraziamento), dato che stasera grazie al signor Martin e compagnia cantante (è proprio il caso di dirlo, madò che spiritosone che sono) mi è tornato in mente che per quanto cinico, sbagliato, triste io possa essere, poi mi bastano due canzoni come si deve per mettermi a ridere, a cantare, a ballare come un bambino. Sì che di canzoni fatte bene il signor Martin ne ha cantate più di due, stasera. So, thank you very much, mr. Martin; un appunto però te lo devo fare. Io che quando va bene ho davanti a me venti persone, suono almeno tre ore e comunque alla fine mi devono buttare giù a cannonate; tu che di persone ne avevi davanti ventimila, potevi sprecarti per qualcosina in più che cento minuti. D'altro canto, capisco che la signora Martin già Paltrow non è donna che conviene far aspettare; e in ogni caso, mi sei piaciuto comunque, come mi piace molto il tuo ultimo disco, perciò grazie lo stesso e a giovedì prossimo (perchè l'accordo era che io venivo a vederti se tu venivi a vedere me, no?)

Nino

postato da: Bad alle ore 23:14 | Permalink | commenti (14)
categoria: