Non è colpa di nessuno
sabato, 24 dicembre 2005

Other directions



Le giornate passano via al ritmo di una canzone di Dave Matthews. Non è male, c’è tutto il tempo che si vuole per considerare, e pensare. Il freddo natalizio e la folla dei regali mi hanno visto poco, ma mi hanno visto. Io però ho passato il pomeriggio della Vigilia a stirare camicie e ad ascoltare buonissima musica (Turin Brakes, “JackinInAbox”, disco bellissimo che consiglio vivamente, come se a qualcuno fregasse dei miei consigli); ciò nonostante, non farò lo snob: a me il Natale piace, anche se è quello che è con i negozi pieni di gente e il traffico impazzito, anche così, perché in fondo le luci sono meglio del buio. No, il Natale è meglio che ci sia, anche se la donna che ieri si è buttata dal sesto piano non la pensava così (solo la milza rotta, e voleva farla finita: e mi viene da ridere pensando a quanti uomini felici con moglie e figli che li aspettano a casa trovano un triste appuntamento ad attenderli solo perché scivolano per le scale), e a dirla tutta stasera starei volentieri attorno ad una tavola imbandita con la tovaglia buona e la mia famiglia vicino a me. Ma la mia famiglia ha un po’ perso la rotta, noi esseri umani non siamo fatti per stare così a lungo sulla terra accanto alle stesse persone. Certo, dovrei mettere d’accordo il mio mal di denti (sempre durante le festività, eh?) con i dolci di mia madre, e magari sarei l’unico italiano a finire le vacanze di Natale dimagrito e non ingrassato, ma questi sono particolari secondari.
Invece la mia Clinica della Salute mi aspetta anche questa notte di Natale: gli ospedali, purtroppo, non chiudono mai.

 
 

Da qualche parte, ci sarà un bambino che si stupirà con gli occhi pieni di meraviglia davanti ad un regalo scartato, no?

 
 
Buon Natale
 

Nino
postato da: Bad alle ore 18:58 | Permalink | commenti (29)
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sabato, 17 dicembre 2005

This little town blues....




“Allora? Come è andata?”

“Mah, bene. Ho suonato tanto…”

“Allora sarai contento. E’ tipico di te rispondere ‘mah’ quando invece le cose ti vanno benissimo”

“E’ vero. Chi l’avrebbe mai detto, col tempo sono diventato un minimizzatore. E’ un peccato”

“No, è solo che invecchi”

“Guarda che ho solo un paio di lustri in più di te!”

“Zio Paperone”

“Come?”

“Ma sì, zio Paperone. La parola ‘lustro’ mi fa venire in mente zio Paperone, così come la parola ‘Klondike’”

“Certo che tu sei tutta matta. Comunque, al limite, ho sempre desiderato essere Paperino. Ecco, mi sarebbe piaciuto da matti vivere a Paperopoli e avere una macchina targata 1313. In fondo, con i miei nipoti ho sempre cercato di essere un po’ Paperino”.

“E poi la matta sarei io?”

“Non ho detto che sei la sola ad esserlo. Ho detto che lo sei”

“Sì sì… matta e sola”

“Come sola? E con quel praticante di uno studio legale?”

“Beh, più che un praticante quello era un praticone. Mi ha fatto restare male però. Mi sembrava un tipo a posto… ma i tipi a posto non si trovano più, non c’è verso”

“Fermati lì! Ti voglio troppo bene per vederti scivolare sulla sdrucciolevole china dei luoghi comuni senza intervenire; e comunque, tanto a posto non lo sei neanche tu.”

“Sdrucciolevole china… ma come parli? Comunque… ma quella festa a Como poi? Com’era?”

“Come previsto. Pieno di americani, compreso il presidente della loro azienda che non so assolutamente quale sia. Si sono complimentati con me per come ho cantato “New York New York”, però sono stati assolutamente scortesi perché hanno ballato solo ed esclusivamente le canzoni americane.”
”Perché, tu balleresti su una canzone di Vasco Rossi o di Ligabue?”

“In effetti… comunque la villa era stupenda. Mi aspettavo di veder spuntare Clooney da qualche parte… così potevo fargli il rimprovero che gli devo da un sacco di tempo”

“E sarebbe, tanto lo so che se non te lo chiedo non vai avanti…”

“Grazie. Quello di aver alzato troppo, troppissimo, il livello di attesa verso i medici”

“Tanto non beccavi niente neanche prima”
”Eh, ma prima ero giovane e inesperto, e comunque, non è vero che non beccassi niente… badavo più alla qualità che alla quantità”

“See see… ma senti, alla festa degli americani l’hai poi cantata ‘American idiot’”?

“Ehm… no. Ho deciso di non farlo”

“NINO! Avevi detto che l’avresti fatto. Ecco, per queste cose non sarai mai l’uomo della mia vita”

“Ma Vale, che vuoi da me? E’ già tanto se resisto al mio socio che vuole che facciamo ‘Sarà perché ti amo’! E il bello è che ha ragione lui, alle feste su queste canzoni di merda ballano tutti come impazziti e cantano tutti; però ieri una ragazza, era la fine della festa o quasi, mi ha chiesto i Radiohead. I Radiohead, capisci? Non avrei mai pensato di poter cantare “Karma Police” a una festa…”

“Non male. C’erano ragazze carine?”

“Una marea. E mi è tornato in mente quando al liceo portavo la chitarra alle gite in pullman: io suonavo e gli altri trombavano sulla mia colonna sonora.”

“Eh eh eh povero. Quindi per ora suonare non ti è servito… da quel punto di vista?”

“Mah, per ora no. Vero è che abbiamo suonato si e no una ventina di volte… in fondo anche Chris Martin ha dovuto vendere qualche milione di dischi prima di trombarsi la mia adorata Gwyneth”

“Chi, quella sciacquetta? Un po’ troppo slavata per i miei gusti… e poi una delle cose che differenziano le donne dagli uomini sono le tette, e nel suo caso…”

“Senti, ma questa discussione ha un senso, secondo te?”
”Nino, tu ti fai sempre troppe domande. Mica tutto ha un senso.”

“Lo so. E’ che sono triste. Ieri sera, a quell’altra festa, quella a Milano, c’era una ragazza bellissima. Ma davvero bellissima”

“Embè?”

“Embè, mi ha reso triste. A volte la bellezza mi rende triste. Come una canzone bellissima o un film bellissimo, non ti rendono triste a volte? Vedere che la bellezza esiste, ma noi continuiamo a vivere come se non ci fosse…”

“Eccolo. Ora mi parte lo sproloquio filosofico…”

“Ma è vero. Magari sono una persona che crede di essere allegra, e invece è triste. Un falso allegro”

“Però hai imparato a parlare di meno”

“E’ vero. Sarà un bene?”
”Te l’ho già detto: ti fai troppe domande…”

 “Va beh, pazienza. Almeno potremmo fare un po’ di sesso? Sarò sempre meglio di un praticante di uno studio legale…”

“No no no. Non prima che io diventi specialista. Sennò poi perdi tutto l’interesse a insegnarmi le cose…”

“Meno male che non fai Chirurgia”

“Perché?”

“Come perché? Cazzo, Chirurgia dura sei anni…”
postato da: Bad alle ore 03:10 | Permalink | commenti (13)
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