Stanotte ho fatto un sogno bellissimo, e come tutti i sogni bellissimi mi ha lasciato al risveglio una punta di tristezza che neanche il mio caffè, che reputo il migliore del mondo, è riuscito a mandare via. Era un sogno bellissimo nella sua diversità dalla vita: e stamattina, quando mi sono alzato, mi sono reso conto che nella mia vita ho sempre fatto proprio questo: desiderare altro.
Una persona mi ha definito di recente un illuso illusionista; un’altra, un puzzle mai ricomposto interamente.
Io ascolto, e rifletto. Cerco sempre di non ingannare nessuno, e di causare il minor male possibile, e mi piacerebbe che di me un giorno si possa ricordare non solo quel male, ma anche i momenti di gioia che avrò dato. Questo è quello che io cerco di fare nella mia vita, dimenticare il dolore, non portarmelo dietro; ricordare la gioia e cercarne altra.
Nei sogni, è sempre tutto così semplice: le incongruenze nella storia non esistono, perché non c’è la logica, la razionalità, a frenarci. Forse per questo sanno essere così belli a volte. Non importa.
Cerco di fare il meglio che posso, conscio che in fondo, quand’anche nella vita mi fosse concesso di realizzare tutti i miei sogni (il che è impossibile), presto ne farei degli altri. Allora mi barcameno fra logica ed entusiasmo, fra razionalità e abbandono, disillusione e voglia di vivere, temendo sempre che non vi sia mai troppo delle prime e troppo poco delle seconde, perché so che è proprio così che funziona la storia.
Una magnifica nevicata ha seppellito Milano sotto una coltre bianca. Io sono andato al supermercato per rifornirmi di scorte di cibo; col mondo mi rivedrò lunedì.

