Non è colpa di nessuno
venerdì, 07 luglio 2006
Barolo o Bordeaux?

Non ho nulla contro la Francia, anzi: ammiro quella gente, mi piace la loro prontezza nello scendere in piazza a fare casino (si veda in proposito la rivolta popolare contro la legge sul lavoro del governo di De Villepin), e da questo punto di vista non ho difficoltà alcuna ad ammettere che li invidio, vista l'acquiescenza con la quale noi italiani abbiamo vissuto i cinque anni più bui della nostra storia recente.
Da ragazzo, poi, la presenza nelle loro file del mio adorato Michel Platini mi spingeva a simpatizzare per loro, e quando l'Italia non era in campo come nell'Europeo del 1984, a fare un vero e proprio tifo da stadio perchè la Francia di "Le Roi" Michel vincesse il trofeo. Non capisco gli articoli alla "Der Spiegel", o le eleganti risposte che quel genere di articoli ha ricevuto in Italia (perchè se gli altri nell'occhio hanno la trave, non è che noi abbiamo una misera pagliuzza: "beccatevi questi due crauti", titolone del "Giornale" dopo Italia - Germania 2-0 se non vado errato, non è certo un invito alla moderazione, e non dobbiamo dimenticare le gaffes del nostro ex-premier a Strasburgo con il signor Schultz). Credo sinceramente che senza gli articoli di giornale a creare un'atmosfera di tensione quando non di odio vero e proprio, le cose sarebbero andate meglio. Questo non è buonismo, è pura realtà, del resto italiani e tedeschi, per quanto diversi fra loro e forse proprio per questo, sono popoli destinati a stare assieme anche in circostanze tragiche. Nessun intento nazionalistico, quindi, anzi, Vive la France, non posso dimenticare che Parigi mi ha rubato il cuore e mi ha fatto vacillare nella mia ferma convinzione che Roma non avesse eguali al mondo.
La Gioconda? Non fa niente, tenetevela pure, in fondo dovrà pur bruciarvi un pò, sotto sotto, il fatto che il vostro museo più famoso debba la sua fama al quadro di un italianuzzo, per di più omosessuale. Noi di quadri ne abbiamo altri, anche più belli. Non importa lo sciovinismo, l'eterna disputa fra noi e voi sul vino migliore, o il formaggio migliore, in fondo avete l'inno nazionale più bello che ci sia, e avete Zizou, come odiare una squadra che ha Zizou nelle sue fila? Dove passano i suoi tacchetti crescono fiori, ha detto un ispirato Josè Altafini l'altra sera, e per una volta sono d'accordo con lui, che ha giocato con Pelè e di gente che seminava fiori giocando a calcio se ne intende.
Al pensiero di incontrare la Francia in finale, l'altra sera, per un attimo ho avuto paura. La paura di non poter perdere, perchè puoi perdere contro il Portogallo, puoi perdere contro il fado, Lisboa e i Madredeus, puoi perdere contro la Germania, battuta così tante volte che per una volta puoi anche dargliela vinta, in fondo avremmo potuto perdere contro i tedeschi ma loro, nel segreto del loro animo teutonico, avrebbero continuato a chiedersi cos'è che che spinge quei mangiaspaghetti ad andare avanti e a sentirsi attratti da noi come noi lo siamo da loro, ma non si può, dico non si può, perdere contro la Francia. La Francia che non battiamo dal 1978 (era un altro mondiale, gol di Lacombe dopo 35 secondi, come spesso succede a noi italiani l'ostacolo insormontabile ci spinge più in alto invece di deprimerci e un'Italia poche volte così bella ribalta il risultato con Paolo Rossi e Zaccarelli, ho avuto la fortuna di poter parlare di quella partita e di altre con il signore che sedeva in panchina quel giorno e non lo dimenticherò mai), la Francia che è stata spinta al titolo mondiale da un rigore di Di Biagio che si stampa sulla traversa nel 1998, e nessun'altra squadra la impegnerà così tanto come quella formazione di italianuzzi, nè prima nè dopo, infine, la ferita più fresca e più amara, la Francia che ci spegne in gola l'urlo di gioia a cinque secondi dalla fine del quarto minuto di recupero a Rotterdam nel 2000, ed è quella Francia che sinceramente ho odiato per sei anni, non posso dimenticare Barthez, portiere tanto presuntuoso quanto incapace, che alla fine della partita viene ad esultare con il gesto dell'ombrello sotto la curva degli italianuzzi, non posso dimenticare l'arroganza di Henry, non posso dimenticare la supponenza di Vieira, che è venuto a fare villeggiatura a Torino (facendo spompare come non mai Emerson: e al mondiale si è visto) e adesso corre vispo per ogni dove. Ho avuto paura di perdere ed era come se avessi già perso, perchè non potevo permettermi di perdere di nuovo contro questa squadra, ho sentito sulle mie spalle di italiano il peso delle sconfitte precedenti contro una nazione che forse non ci ama, non ci conosce bene perchè, simile a noi, non riesce a vedere le nostre cose belle, accecata com'è dalle sue; non è attratta da noi come i tedeschi. Ho pensato alla cabala, e la cabala era contro di noi: nel 2000, in semifinale, gli azzurri eliminarono i padroni di casa (in quel caso l'Olanda), i francesi eliminarono il Portogallo: vi ricorda qualcosa? Ma poi mi è venuto in mente che le loro finali vittoriose le hanno sempre giocate in blu, e stavolta giocheranno in bianco. Poi mi è venuto in mente che martedì a Milano ci saranno i Rolling Stones, che vennero a suonare in Italia esattamente il martedì successivo alla vittoria del Bernabeu contro la Germania del 1982.
La cabala non giocherà questa partita, e non credo che la giocheranno i ricordi. La giocheranno i nostri giocatori, che ho definito più volte fighette e faccio per questo pubblica ammenda, forse in futuro torneranno ad esserlo ma qui non lo sono stati vincendo una partita meravigliosa contro i tedeschi, non deprimendosi dopo i due pali, attaccando sempre, segnando con un terzino al 119° invece di rinchiudersi in difesa a sperare in qualche divinità amica. La giocherà Cannavaro, che non è mai stato uno scugnizzo ma sa esserlo se occorre, la giocherà Rino Gattuso, che invece ragazzo di Calabria lo è davvero e lo si vede quando dice che "è dura l'attesa di una finale mondiale, ma è peggio alzarsi alle cinque di mattina per andare al lavoro", e capisci ascoltandolo che non parla per sentito dire, sa quello che dice. Mi fido di questi due, dovranno dare la sveglia al resto della squadra se occorre ma di loro due mi fido. Avevo già perso la partita perchè non potevo perderla, ora invece so che posso anche perderla e per me non cambia niente, non sarebbe la sconfitta finale, non sarebbe il suggello della superiorità di una nazione su un'altra, la Francia rimarrebbe una nazione che amo (esclusi Barthez, Henry e Vieira, ovvio) per alcune cose che sono meglio delle nostre mentre in altre siamo meglio noi, la pagnotta è meglio della baguette, Fellini è meglio di Renè Clair, il neorealismo è meglio della nouvelle vague così come le lasagne sono meglio della nouvelle cuisine, avere il bidet è meglio che non averlo soprattutto se l'hai inventato tu, la Marsigliese per il resto è meglio di "Fratelli d'Italia", l'impressionismo è meglio del futurismo e il 1789 è meglio che qualsiasi altro anno in Italia.
Vive la France comunque vada, quindi, non permetterò a Barthez di annebbiarmi la mente. Vive la France quindi, possiamo anche perdere, proprio per questo possiamo anche vincere.
Nino
postato da: Bad alle ore 14:40 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 05 luglio 2006
Italia - Germania, sempre


Va bene, è un post stupido, anzi praticamente nullo. Ma i minuti dal 118° al 120° di Italia - Germania sono stati forse i migliori della mia vita calcistico-sportiva, e come si fa a non scrivere neanche due righe su una meravigliosa follia del genere? Su Pirlo e Gattuso per i quali tifi come se fossero tuoi giocatori da sempre, e non due che normalmente sono tuoi nemici soprattutto il secondo, su Cannavaro e Zambrotta che ti fanno venire le lacrime agli occhi perchè pensi che forse gente così alla Juve non la vedrai per un pò, su Grosso che diventa Garrincha e si inventa volate e gol impossibili, sul mio adorato Alex che finalmente non manca l'appuntamento giusto, come si fa a non scrivere di una partita che è eterna, che dura dal 1970 ed è solo suddivisa in tappe, 1970, 1982, e ora questo incredibile 4 luglio del 2006, per noi Italia - Germania è come il festival di Sanremo e i dolci della mamma a Natale, ognuno di noi ha la sua Italia - Germania e i più fortunati ne hanno più di una, come si fa a non scrivere nulla stasera se sei italiano, e stasera hai perso la voce e per scaramanzia stai vedendo la partita sempre sulla stessa sedia, con le stesse persone, da Italia - Australia in poi? Come si fa a non scrivere niente se in fondo scopri che puoi avere ancora quindici anni, vederti Madagascar - Isole Far Oer e poi andare a letto per scoprire che il sonno non viene e stai ancora pensando a quei magnifici, indimenticabili, 120 secondi?



postato da: Bad alle ore 00:21 | Permalink | commenti (6)
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