Please allow me to introduce myself
La ragazza mi guarda spaventata, ha il bacino rotto e un paio di fonti di emorragia interna, ma in quel momento non lo sappiamo né io né lei, io so che lei è scioccata e ha buone possibilità di morire, lei forse ricorda che un’ora prima era in sella alla moto del suo fidanzato e l’estate le sembrava una cosa così vicina da poterla toccare con mano. Il chirurgo insiste per completare la TAC, io insisto nel dire che nel tempo che ci vuole per completare la TAC la ragazza muore, e l’estate si allontana da entrambi.
Agosto mi tiene a Milano come una specie di cambiale non pagata, come un pegno da portare a termine. Attraverso la città in cinque minuti e Dio sa se odio questi clichet, ma se provi a fare una conversazione senza clichet molto probabilmente resti in silenzio per giornate intere e allora mi sottometto di buon grado al concetto della città più vivibile e del parcheggio che si trova più facilmente.
Perché tutti quanti scappano via da qui?
Arriva Max a darmi una mano e gliene sono grato, è un collega in gamba. Tiriamo la ragazza fuori dalla TAC e cominciamo a incannulare tutti i vasi possibili, e pian piano lei comincia a stabilizzarsi. Da solo non ce l’avrei fatta.
L’uomo dell’edicola mi guarda strano, ad agosto tutti si guardano strano. Dovunque vada, al supermercato, al negozio di scarpe, in quel negozio di abbigliamento dove ho inutilmente cercato una camicia ancora più vistosa di quella che ho poi comprato, con lo scontrino arriva puntuale l’augurio di buone vacanze.
Piacere di averti incontrato, spero che tu intuisca chi sono.
Dopo la ragazza arriva Karim, un tunisino che è stato accoltellato al collo in una piazza milanese famosa per lo spaccio di stupefacenti ma per sua fortuna ha solo un grosso taglio di una collaterale della giugulare (che comunque il chirurgo impiega tre ore a suturare). Sono stanco, tratto male Karim e dopo me ne dispiaccio, non sta a me giudicare perché si trovava lì alle due del mattino, non sta a me giudicare niente, la ragazza che andava verso l’estate sulla moto del suo fidanzato prima di quella curva, e neanche Karim che ha bevuto un po’ di birra e ha litigato con quello sbagliato. Chi sono io per giudicare? Io sono solo quello che viene chiamato e va. Faccio il mio lavoro, con gli occhi gonfi di sonno o meno.
Agosto è strano, ascolto solo dischi di 40 anni fa e penso che la mia ragazza è nata nel 1982 e la cosa mi pare strana, ho deciso di scoprire dove è nata la musica e così ho intrapreso un viaggio a ritroso mentre sto fermo in questa città. Mangio poco.
La ragazza uscirà dalla Terapia Intensiva una settimana dopo, lascerà un biglietto in cui ringrazierà un mucchio di persone nominandole una per una, ma il mio nome non c’è in quell’elenco e neanche quello di Max, e in fondo perché avrebbe dovuto esserci? Io non sono mai andato a tenerle la mano e a rassicurarla sulle sue condizioni, non mi è mai importato di farlo. Mi hanno chiamato, sono andato. Punto. Lei penserà forse ad un’altra estate, io cerco di non pensare a questa.
Karim ha ricevuto buone cure mediche e poca umanità. Ero stanco. Spero che si tratti solo di questo.
Sono solo uno qualunque che ascolta musica e andrà al mare a settembre. Questo è tutto.

