Non è colpa di nessuno
domenica, 08 ottobre 2006
Me and the city

E' tanto tempo che non ti scrivo, e me ne dispiace. Solo, faccio fatica a raccontare quello che mi accade. Credo di essere diventato più portato a visualizzare le cose piuttosto che a descriverle, da un pò di tempo a questa parte. In fondo questo lo devo in piccola parte anche a te, mi hai sempre spronato a fare a meno delle parole, però ora che ci sono quasi riuscito ne sento un pò la mancanza.
Qui non è cambiato molto negli ultimi anni, e questo non è un bene. Milano mi ha tessuto attorno un guscio a volte protettivo, a volte noioso, ma ci sono cascato dentro e adesso ho un pò paura a liberarmene. In fondo posso stare solo quando voglio, è stare con gli altri che mi riesce un pò meno bene. Ma ho gli amici per fare sport e gli amici per bere una birra assieme. Ho persino realizzato il mio vecchio sogno di creare una vera band con cui suonare, finalmente ce l'ho fatta, non sai che soddisfazione ti dà poter dire "Il mio bassista" anche se non è il TUO bassista così come non è la TUA band.
Non mi manca niente, solo la voglia di raccontarmi: allora dal mio punto di vista mi manca tutto.
Anche in me non è cambiato molto negli ultimi tempi, e anche questo non è bene. Sono rimasto lo stesso troppo a lungo, e comincio ad essere stanco persino delle cose che dico, come se le stessi ripetendo da troppo tempo.
So che dipende solo in parte da Milano: ma cosa posso fare, se non andarmene? Non posso diventare un altro; e il mio lavoro mi piace, non ne so fare uno diverso.
Sai che ho sempre avuto questo strano rapporto con Bologna: adesso mi rendo conto che non l'ho mai compresa pienamente, l'ho solo attraversata, come si attraversa un ponte. Bologna era sotto di me e attorno a me, ma io ci arrivai con troppe domande in cerca di risposta, troppe per capirci qualcosa.
Non so, Bologna è una possibilità, forse un pò più concreta delle altre: ma è saggio tornare sui propri passi? I miei amici, lì, sono fantastici, sono fortunato ad averli conosciuti: se non fosse per loro, non si porrebbe nemmeno la questione. Ma per strada la gente veste troppo bene; vedo troppe impalcature, troppe sovrastrutture. Al confronto, provo quasi simpatia per i miei milanesi, così semplici, così lineari nella loro vita in perenne corsa verso il nulla. A volte Bologna sembra avere solo un altro aspetto del nulla.
E poi, troppe telecamere: telecamere ovunque, nelle strade, nei portoni, sotto i portici: che cosa ci sarà mai di così terribile da spiare a Bologna? La città si veste bene, si abbronza e si tinge, ma non sorride; e io temo di non capirla adesso, come non l'ho capita vent'anni fa.
Una volta mi bastava passeggiare per le pizzicherie dalle parti di via delle Clavature per amare la città. Ma era un amore costruito, con le stesse impalcature che sorreggono la gente quando va, giorno dopo giorno, a sottoporsi all'immancabile rito dell'aperitivo in questo o quel posto che adesso tira più degli altri.
Indietro non si torna? Non è vero, le frasi assolute sono solo frasi assolutamente stupide. Indietro si può tornare, ma io devo cercare qualcosa, una piccola parte o una grossa parte di un qualcosa che mi sfugge, e a Bologna l'ho cercato, male se vuoi, ma l'ho cercato anni fa e no, non l'ho trovato.
Non so quanto tempo passerà prima che ti scriva di nuovo: odio quello che scrivo, mi sembra inconcludente, un'inutile ricerca di frasi significative. Ma mi sono sempre confrontato con me stesso attraverso la mia scrittura; nessuna pretesa di originalità, in questo, come in altre cose. Mi sforzo di farlo ancora, come ci si sforza di tenere in vita una piccola fiammella.
Non scrivo niente però che parli di te e di lei. Forse è questo il vero problema.
Forse.
Nino
postato da: Bad alle ore 16:25 | Permalink | commenti (13)
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