Non è colpa di nessuno
domenica, 02 aprile 2006
Santi, poeti, e giustizialisti

Mi ero ripromesso di non scrivere più di simili argomenti; in realtà mi ero ripromesso anche di scrivere poco in generale, ma quanto sta accadendo in questi giorni (anzi, da ieri sera) in Italia mi riempie di indignazione, un'indignazione alla rovescia che proprio non riesco a trattenere.
La storia è quella, tristemente nota, della morte del piccolo Tommaso. Una vicenda terribile, che credo ormai sia conosciuta da chiunque. Non ho intenzione di ripercorrerla qui.
Ma nelle ultime ventiquattro ore, un tripudio di opinioni, interventi, in tutte le salse, in tutte le trasmissioni televisive (anche quelle che per natura dovrebbero occuparsi di altro, come quelle sportive); del resto, cosa mi aspetto da trasmissioni nelle quali un giornalista pone al suo ospite una domanda del tipo "Cosa pensi della morte del piccolo Tommaso?".
Cosa vuoi ne pensi? Cosa vuoi che ti dica, che è stata una gran cosa? Che razza di frase è questa? Quasi quasi mi piacerebbe sentire uno che, per smascherare l'assurdità di simili domande, rispondesse "Hanno fatto bene!". Ma non capiremmo, e magari metteremmo a morte anche lui.
Siamo un Paese facile all'indignazione, quando non costa nulla. Persino le curve degli stadi, luoghi dove cristianamente si augura all'avversario che è a terra con la gamba spezzata "Devi morire", si rifanno una verginità ostentando striscioni pro-Tommaso. Come se essere contro Tommaso fosse possibile.
A me dà fastidio l'indignazione gratuita, salottiera. A me dà fastidio l'opinione precotta, e precostituita. A me dà fastidio il desiderio di morte, questa marea montante che avverto; mi dà fastidio che ci si voglia sbarazzare del mostro mandandolo a morte, sciogliendolo nell'acido, prendendo a badilate anche lui, illudendoci che così sia possibile lavarci mani e coscienze, per richiuderci due minuti dopo nel nostro piccolo orticello. A me dà fastidio vedere che tutti piangono Tommaso, ma di Tommaso in realtà non frega niente a nessuno, hanno solo paura che qualcosa del genere succeda anche a loro e allora dalli all'assassino, dalli al mostro, ripuliamo la nostra società, via le erbacce, morte a chi la merita così dopo, alla fine, rimarremo solo noi, convinti di essere giusti. Mi dà molto fastidio chi non rispetta il silenzio e la riflessione, se ce n'è una, che questa tragedia dovrebbe imporre e che avrei voluto rispettare io per primo. Ma vivo in un Paese sempre più barbaro, dove adesso si discute anche della pena di morte; e mi tocca leggere che un uomo politico il cui nome non faccio per non far entrare la politica dove non deve entrare dice: "se non fossimo cristiani, saremmo per la pena di morte". Ma cosa vuol dire? Sei cristiano o non lo sei. In certe cose ci credi perchè sono tue, non perchè te lo impone il don con la predica della domenica; e se non è così, allora io che sono ateo sono più cristiano di te.
Siamo sempre pronti ad indignarci, quando è gratis. Siamo sempre pronti ad un appello inutile, ad un proclama, ad uno striscione. La nostra coscienza davvero si lava con poco, e se le macchie di sangue sono un pò troppo profonde, allora qualche litro di sangue ulteriore le manderà via.
Non mi ricordo dove ho letto questa bella frase: "A forza di occhio per occhio, vivremo in un mondo senza più occhi". Non posso fare altro che sposarla in pieno, rigettare con forza, oggi più che mai, qualsiasi ipotesi sulla pena di morte in Italia, e chiedere silenzio, solo silenzio, su quella piccola bara.

postato da: Bad alle ore 23:48 | Permalink | commenti (6)
Commenti
#1   03 Aprile 2006 - 07:08
 
Bad d'un bad,lo sappiamo che è più facile sfruttare il dolore che rispettarlo ed ostentare la rabbia che chiedere il rispetto della giustizia. Però solo rispettando davvero la giustizia si rispetta il dolore.
5 anni fa l'assassino di Tommaso ha stuprato una disabile ed una giustizia loffia invece di condannarlo all'ergastolo, perchè non vedo altre pene per chi infierisce su chi soffre, lo ha lasciato libero di infierire ancora.
Se deve essere ergastolo lo sia davvero. E non solo per lui, ma per chiunque lo meriti.
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#2   03 Aprile 2006 - 11:20
 
Blanco, qui ci sono due cose sulle quali si sta discutendo:
1) pena di morte. Io dico no ora e sempre. Sull'ergastolo per chi uccide volontariamente un bambino posso anche essere d'accordo. Sull'inasprimento delle pene per uno dei reati più odiosi, quello sessuale, anche. Però, niente pena di morte. Ah, sono bambini anche quelli iracheni che muoiono sotto le bombe (ma loro non hanno un nome per noi, sono solo statistica).
2) la cosa che mi fa infuriare di più: questo falso buonismo, questo dire a tutti i costi la propria opinione giusto per far vedere che "ci siamo anche noi", questo rispondere a domande senza senso ("Cosa ne pensi della morte del piccolo Tommaso?") con risposte senza senso, o peggio ancora, indirizzate verso una direzione teo-con (pena di morte, occhio per occhio) che mi fa rabbrividire, e mi fa desiderare, a volte, di vivere altrove. Mi fa infuriare, lo ripeto, l'indignazione facile, gratuita, che non costa nulla.
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#3   03 Aprile 2006 - 17:51
 
Concordo con te Bad e tutto si riassume in questa tua frase: Siamo sempre pronti ad indignarci, quando è gratis. Non ho sentito indignazione (non sto giustificandomi) ma disorientamento. E' una vicenda che gela il sangue, da ogni punto di osservazione la si voglia guardare. C'è una società malata, non solo perchè è morto un bambino (l'innocente). E la pena di morte non può essere invocata (neanche sommessamente come fa Casini) perchè è aggiungere altra barbarie alla barbarie. Certezza della pena sì, invece, ma non solo... perchè molto spesso con la prescrizione dei reati non si arriva neanche alla pena. Scusami lo sfogo, Bad. Un bacio
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#4   03 Aprile 2006 - 18:30
 
allora, anziché mostrare tante sviolinate mediatiche o invocare la pena di morte, forse la cosa migliore sarebbe apportare delle modifiche al codice penale. perchè un uomo che già ha stuprato in passato una ragazzina di 16 anni deve subire la giusta condanna. non merita di uscire di prigione così presto e scorrazzare per le strade potendo compiere altri reati, come in questo caso, fino al punto di arrivare all'omicidio di un bimbo. cazzo, era solo un bimbo, e per di più malato. l'indignazione sale quando sappiamo che, con il rito abbreviato, anzichè l'ergastolo sconterà una pena di 30 anni. é questa la giustizia? per me un individuo simile merita il carcere a vita.
scusatemi, ma sono madre e la cosa mi ha toccato. ciò che provo é paura e smarrimento. non cerco in questi casi vendetta. ma giustizia, quella sì, la pretendo..

nuvola
utente anonimo

#5   03 Aprile 2006 - 20:13
 
Ciao Nino. E mi ritrovo qui nelle tue parole in relazione alla indignazione buona, quella che rassicura. L'indignazione quella vera che scatta di fronte alla vita offesa, qualunque vita sia lesa, è senza parole, lascia attoniti, congela. Non si pensa, la mente si raggela e basta, cerchi di non crederci semmai, ergo esattamente fai al contrario di pensare e opinare. Anche per me è stato penoso vedere gli italiani raggrupparsi subito in categorie o consorterie, che così si dimentica prima no? le mamme di qua, i politici di là (se non fossi cristiano allora...di Casini è il tipico messaggio elettorale acchiappatutti di matrice demo-cristiana, che alla lettera suona per l'appunto: se non fossi con cristo sarei con il popolo..). Invece dinnanzi a questi atti siamo soli, totalmente e più che mai soli
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#6   07 Aprile 2006 - 15:19
 
insomma, stai semplicemnte dicendo che non ne puoi più dell'ipocrisia.
Buona fortuna e tanta paziena, ti servirano in questo bel paese, sempre di più.
la Parda
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