Chi è causa del suo mal…
Mentre tornavo a casa stasera, dopo una lunga giornata di lavoro e un'altalena di montagne russe elettorali che non dimenticherò mai più, vedevo la pioggia, il diluvio universale, Giove Pluvio al suo meglio, che scendeva su Milano. Quasi quattordici ore di sala operatoria, e la terrificante prospettiva di altri cinque anni del nano (diventata improvvisamente reale) mi ispiravano cattivissimi pensieri. Uno di questi era: pioggia bastarda di merda, ieri hai piovigginato due gocce d’acqua, giusto per non far andare al mare gli elettori del centro destra, e adesso che le urne sono chiuse rovesci giù tutto ‘sto casino (perché in condizioni estreme, di caldo o di freddo o pioggia, vinciamo noi, così mi hanno detto nei giorni scorsi; io pensavo fossero elezioni politiche, invece evidentemente era una gara di resistenza). Mi rodeva il fegato a pensare che avevamo perso le elezioni per colpa di qualche millibar in più o in meno, e la prossima volta, per favore, mettiamo dentro nella nostra squadra anche Bernacca!
I pensieri torvi si accavallavano, mi tornavano in mente altre nottate elettorali vissute in piedi o quasi, soprattutto Bush-Kerry nel 2004, la speranza iniziale, la delusione finale, vissuta in diretta sui forum degli americani che avevano sperato di mandare a casa George Dabliù; e mentre prendeva corpo l’ipotesi di una sconfitta al Senato dovuta soprattutto al voto laziale, mi incazzavo come una jena con un blogger laziale mio conoscente che non è andato a votare al quale la prossima volta che passa di qui gli spezzerò sicuramente le ossa in tanti pezzettini quanti sono i seggi dati alla destra.
Ora, non so. Oggi pomeriggio persino i cinque punti di vantaggio mi sembravano il minimo, e poi succede che alle tre di notte cagandomi addosso sto a contare quanti cazzo di voti possono dare alla destra i 34 seggi di Lazio 2 che mancano all’appello, e poi succede che ci prendiamo camera (e ribalta) per uno striminzito 0,07 per cento dei voti. Roba da matti. In attesa che i senatori Tony Bevilacqua da Brukkolino, N.Y., e Gabriel Omar Pochettino da Villafranca, Buenos Aires, ribaltino l’esito del voto al senato.
Non so. Avremo anche una larga maggioranza alla camera, ma resta un voto inatteso, per certi versi per me deludente. Al senato abbiamo sette senatori a vita, dei quali quattro o cinque dovrebbero essere per il centro sinistra, e a maggio a questi si aggiungerà Ciampi. Sì, però la Rita Levi Montalcini ha 127 anni, quante finanziarie potrà votare ancora, povera nonna? E cosa vuoi governare, con una (ipotetica) maggioranza al senato di uno o due seggi?
Non so. Non capisco l’esultanza dei leaders dell’Ulivo sul palco di piazza Santi Apostoli. “Abbiamo vinto le elezioni”, dicono. Mah, io dico che sic stantibus rebus tuttalpiù si doveva dire che l’arduo compito di fare un governo tocca a noi, che intanto il nano non sarà più presdelcons e questa, comunque sia, è la notizia migliore del giorno che da sola vale il prezzo del biglietto, e se non ci riusciamo (a fare il governo) si torna a votare a breve, punto. Profilo basso, understatement, signori, sarebbe stato meglio. Che poi oggi il pueblo del centro destra ha risposto in massa alla chiamata alle armi del suo leader, ma magari fra qualche settimana o qualche mese si stancano, fa caldo, cheppalle queste elezioni sono tutti uguali abbiamo già votato il mese scorso o era l’altro e non sono stati capaci di fare un governo e vanno al mare, affluenza al 75% ed è fatta. Invece bandiere, cori, esultanze (finte: si vedeva benissimo che non ci credevano nemmeno loro), dimenticando che le camere sono e restano sempre due, non una sola. Boh. Non capisco. O meglio, capisco che volevano mettere sulla difensiva la destra dicendo “Comunque, abbiamo vinto noi”, ma a livello di immagine credo sia stata una mossa controproducente. Walter, quand’è che ti candidi? Cerca di spicciarti che ci servi.
Resta un fatto: pensavo, non solo speravo ma pensavo anche che il nano sarebbe stato non dico sonoramente bastonato, ma insomma, perlomeno elettoralmente punito. Pensavo che il fatto che il 95% delle persone di mia conoscenza, pur con stipendi anche più che discreti, non ha più di tremila euro in banca se va bene, alla fine influisse sulla cacciata del nano. Dobbiamo ammetterlo: non è stato così. Il nano, porco mondo, ha tenuto. Questo fondamentalmente vuol dire che siamo tutti coglioni, non solo quelli di centro sinistra, e intendo dire esattamente quel che ho detto. Se alle prossime elezioni politiche i due schieramenti candidassero Superman contro il mago Zurlì prenderebbero esattamente gli stessi voti che hanno preso fra ieri e oggi. Guardate gli spostamenti, i flussi elettorali, i cambiamenti di voto: zero, non ve n’è traccia. I partiti sono tutti solidificati ai loro valori da un decennio a questa parte. AN è sempre al 12%, FI al 22-23%, i DS al 19-21%… sempre uguali. Insomma, siamo cristallizzati nel nostro voto, e l’unica differenza rispetto a qualche anno fa, in termini sostanziali e non di decimi di punto, è semplicemente che cinque anni fa Rifondazione, radicali e pensionati non erano con noi, stop.
Il punto è proprio questo, e ci penso già da un po’: com’è possibile che per me il nano sia la peggiore jattura mai capitata all’umanità, e Prodi un candidato appena decente ma insomma, va bene anche lui, e per “gli altri”, quelli del centro destra, Berlusconi ricade nel range buon-imprenditore-ma-poli- tico-così-così fino a poco-meno-che-Dio-in-ter-ra, mentre mortadella ha fatto fallire l’IRI, retrocedere il Bulagna, cancellare la Virtus, sparso SARS e aviaria nel mondo e fa pure piovere quando è il nostro unico week end libero del mese? Com’è possibile che si sia arrivati ad una tale spaccatura dove ciò che per me è bianco per loro è nero e viceversa? Mi piacerebbe capirlo, e giuro che ci sto provando, perché se non ci proviamo mi sa che da questa impasse non ne usciamo più. Dipende solo dal leggere Repubblica invece del Giornale? Ma porca miseria, io odiavo Berlusconi dal 1985, avevo diciotto anni, della sua discesa in campo nessuno poteva sapere niente, però io vedendo i programmi delle sue reti mi dissi “Ma questo vuole rimbecillire gli italiani!”
(per inciso, sempre a diciotto anni pensavo che Craxi e la sua compagnia ci stava facendo vivere, tutti noi, molto al di sopra delle nostre possibilità, e che l’avremmo pagata cara, infatti poi arrivarono le finanziarie da 90.000 miliardi del governo Amato, la quasi bancarotta, tangentopoli. Cazzo se ci prendevo, a diciotto anni. Ora invece…)
Non so, stasera (stanotte) ho poche certezze. Vediamo cosa succede, vah, andiamo a dormire, magari ci salvano Tony Bevilacqua e Gabriel Pochettino…
P.S. l’unica cosa veramente divertente della giornata è che finalmente anche il centro destra, una volta tanto, se l’è messo da solo in quel posto. Siamo sinceri, la legge elettorale tanto contestata (giustamente, per di più) ci ha favorito clamorosamente. Loro 250mila voti in più al senato, un seggio di differenza. Noi 20mila voti in più alla camera, 63 seggi di differenza. Grazie, Calderoli.
E’ un po’ come vincere il derby al 90° su autogol. Un po’ triste, se pensavi o speravi di vincere tre a zero. Ma in fondo, sempre meglio di niente.
P.P.S. Aggiornamento della mattina. Il regalo è completo, e gli autogol diventano due; infatti anche al Senato l'Unione avrebbe la maggioranza grazie al voto dei senatori all'estero, frutto di una legge a mio parere sbagliata (come dicono gli anglosassoni, you vote where you pay taxes) voluta dalla destra, in particolare da Tremaglia. Allora devo veramente chiedere soccorso a Ennio Flajano: la situazione è grave ma non seria.
P.P.S. Aggiornamento della mattina. Il regalo è completo, e gli autogol diventano due; infatti anche al Senato l'Unione avrebbe la maggioranza grazie al voto dei senatori all'estero, frutto di una legge a mio parere sbagliata (come dicono gli anglosassoni, you vote where you pay taxes) voluta dalla destra, in particolare da Tremaglia. Allora devo veramente chiedere soccorso a Ennio Flajano: la situazione è grave ma non seria.


