Hotter than july
Non c'è verso, non riesco proprio ad appassionarmi a questi mondiali. Devo accettare l'idea che sono vecchio e che nessun mondiale potrà più reggere il confronto con Argentina '78 e Spagna '82, non perchè il livello calcistico sia sceso (cosa che peraltro dicono tutti da almeno sessanta anni a questa parte, tanto da farmi venire il dubbio che non sia poi così vero), ma perchè io non ho più genio di segnarmi i risultati delle partite, attaccarmi le figurine dei giocatori, informarmi su tutte le squadre partecipanti almeno sei mesi prima del mondiale e vedermi tutte le partite compresa Madagascar - Isole Far Oer, come avrei fatto ai bei tempi della mia beata adolescenza; e questo è tutto ciò che ho da dire sulla rassegna iridata.
La pace di un pinguino De Longhi è scesa su di me. Sabato scorso sono arrivato alle nove di sera completamente rincoglionito dal caldo e dell'umidità (a chi frega, vivo in un bilocale sito all'ultimo piano dove il sole batte ventiquattro ore al giorno, anche di notte, dove le finestre si aprono su un solo lato e quindi ogni ventilazione è impossibile, dove le zanzare regnano sovrane: un inferno), domenica mattina alle nove ero davanti al Carrefour praticamente aspettando che aprisse sennò sfondavo le porte a calci per riprendermi la mia sanità mentale sottoforma di un condizionatore purchessia che mi restituisse una respirazione normale. Uno spettacolare addetto agli elettrodomestici, che sembrava aver dormito maluccio anche lui la notte prima, mi ha (s)consigliato sulla qualità della merce a disposizione con argomenti a volte clamorosi, poi, dopo avermi assicurato che il pinguino in questione pesava al massimo 30-35 kg (argomento non di secondaria importanza visto che il mio quarto e ultimo piano è pure privo di ascensore, ma è dotato in compenso di scale strettissime e tortuose che neanche Macchu Picchu, che poi non so se ci sono le scale a Macchu Picchu e neanche come sono, ma me le immagino strette e tortuose e vaffanculo a lu governo, quello vecchio), insomma, dopo avermi mentito sul peso del mostro che mi stavo portando a casa, il laido schifoso, me lo consegnava e via, via dal caldo e dall'umidità.
Ora, dovevo portare su per le scale di cui sopra il maledetto falsomagro. Altro che "30-35 kg al massimo"! Mentre sbuffavo e sudavo come un peccatore condannato al peggiore dei gironi danteschi, non avevo neanche la forza di maledire in ordine sparso a) chi costruisce i palazzi senza gli ascensori b) i commessi che dimezzano allegramente il peso degli articoli che vendono c) i deficienti come me che scelgono di stare in una romantica e bohemienne piccionaia (nel vero senso della parola visto che i piccioni sono i miei veri vicini di casa) quando il resto del mondo civilizzato non rinuncerebbe all'ascensore neanche se abitasse al piano rialzato!
Non a caso, uno dei sogni che faccio più di frequente è il seguente: io vado in macchina a fare la spesa al supermercato, compro 95 casse di ferrarelle, ma senza scompormi entro nel garage di casa attraverso il cancello radiocomandato, lascio comodamente le 95 casse d'acqua accanto al montacarichi sistemato in garage che le porterà direttamente al mio piano, e parcheggio la macchina in un box. La realtà è la seguente: vado in macchina a fare la spesa al supermercato e compro 95 casse di ferrarelle e fin qui è uguale, poi comincio a girare sei ore sotto casa per trovare un parcheggio fino a che trovo un posto a settecento metri da casa (il supermercato, per inciso, è a seicentocinquanta metri che facevo prima ad andarci a piedi), porto l'acqua fino a casa fermandomi a respirare ad ogni pianerottolo e a volte mi ci stendo tipo pelle di leone cercando di sopravvivere, infine arrivo su a casa chiedendomi come ho fatto a ridurmi così.
La mia prima notte con il mio nuovo compagno di vita si è rivelata disastrosa almeno quanto quella precedente senza di esso: infatti la macchina infernale non si distingue certo per la capacità refrigerante che pure dovrebbe essere il suo compito precipuo (la mia living room non ha certo le dimensioni di una piazza d'armi, ma al di là di un buona riduzione dell'umidità oltre non va), in compenso fa un frastuono della madonna che mi ha tenuto sveglio tutta la notte o quasi.
Ora, mentre scrivo, la macchina infernale è dietro di me, a tenermi compagnia con tutti i suoi 44 decibel certificati ISO 9001 e conformi alle leggi della UE. Il mio vecchio e silenzioso ventilatore è nel ripostiglio, in mezzo a tutte le altre stramaledette cianfrusaglie che prima o poi prenderanno vita e mi ammazzeranno nel sonno, ne sono certo. Sarà la mia meritata punizione per aver dato il mio contributo ad inquinare l'ambiente.
La pace di un pinguino De Longhi è scesa su di me. Sabato scorso sono arrivato alle nove di sera completamente rincoglionito dal caldo e dell'umidità (a chi frega, vivo in un bilocale sito all'ultimo piano dove il sole batte ventiquattro ore al giorno, anche di notte, dove le finestre si aprono su un solo lato e quindi ogni ventilazione è impossibile, dove le zanzare regnano sovrane: un inferno), domenica mattina alle nove ero davanti al Carrefour praticamente aspettando che aprisse sennò sfondavo le porte a calci per riprendermi la mia sanità mentale sottoforma di un condizionatore purchessia che mi restituisse una respirazione normale. Uno spettacolare addetto agli elettrodomestici, che sembrava aver dormito maluccio anche lui la notte prima, mi ha (s)consigliato sulla qualità della merce a disposizione con argomenti a volte clamorosi, poi, dopo avermi assicurato che il pinguino in questione pesava al massimo 30-35 kg (argomento non di secondaria importanza visto che il mio quarto e ultimo piano è pure privo di ascensore, ma è dotato in compenso di scale strettissime e tortuose che neanche Macchu Picchu, che poi non so se ci sono le scale a Macchu Picchu e neanche come sono, ma me le immagino strette e tortuose e vaffanculo a lu governo, quello vecchio), insomma, dopo avermi mentito sul peso del mostro che mi stavo portando a casa, il laido schifoso, me lo consegnava e via, via dal caldo e dall'umidità.
Ora, dovevo portare su per le scale di cui sopra il maledetto falsomagro. Altro che "30-35 kg al massimo"! Mentre sbuffavo e sudavo come un peccatore condannato al peggiore dei gironi danteschi, non avevo neanche la forza di maledire in ordine sparso a) chi costruisce i palazzi senza gli ascensori b) i commessi che dimezzano allegramente il peso degli articoli che vendono c) i deficienti come me che scelgono di stare in una romantica e bohemienne piccionaia (nel vero senso della parola visto che i piccioni sono i miei veri vicini di casa) quando il resto del mondo civilizzato non rinuncerebbe all'ascensore neanche se abitasse al piano rialzato!
Non a caso, uno dei sogni che faccio più di frequente è il seguente: io vado in macchina a fare la spesa al supermercato, compro 95 casse di ferrarelle, ma senza scompormi entro nel garage di casa attraverso il cancello radiocomandato, lascio comodamente le 95 casse d'acqua accanto al montacarichi sistemato in garage che le porterà direttamente al mio piano, e parcheggio la macchina in un box. La realtà è la seguente: vado in macchina a fare la spesa al supermercato e compro 95 casse di ferrarelle e fin qui è uguale, poi comincio a girare sei ore sotto casa per trovare un parcheggio fino a che trovo un posto a settecento metri da casa (il supermercato, per inciso, è a seicentocinquanta metri che facevo prima ad andarci a piedi), porto l'acqua fino a casa fermandomi a respirare ad ogni pianerottolo e a volte mi ci stendo tipo pelle di leone cercando di sopravvivere, infine arrivo su a casa chiedendomi come ho fatto a ridurmi così.
La mia prima notte con il mio nuovo compagno di vita si è rivelata disastrosa almeno quanto quella precedente senza di esso: infatti la macchina infernale non si distingue certo per la capacità refrigerante che pure dovrebbe essere il suo compito precipuo (la mia living room non ha certo le dimensioni di una piazza d'armi, ma al di là di un buona riduzione dell'umidità oltre non va), in compenso fa un frastuono della madonna che mi ha tenuto sveglio tutta la notte o quasi.
Ora, mentre scrivo, la macchina infernale è dietro di me, a tenermi compagnia con tutti i suoi 44 decibel certificati ISO 9001 e conformi alle leggi della UE. Il mio vecchio e silenzioso ventilatore è nel ripostiglio, in mezzo a tutte le altre stramaledette cianfrusaglie che prima o poi prenderanno vita e mi ammazzeranno nel sonno, ne sono certo. Sarà la mia meritata punizione per aver dato il mio contributo ad inquinare l'ambiente.


