Non è colpa di nessuno
giovedì, 14 settembre 2006
Good luck!

Ok, niente riferimenti all'età, sta di fatto che nel 1966, seppur di poco, non c'ero, e la beatlesmania proprio non potevo beccarmela, quasi fosse una malattia. Con 40 anni di ritardo, complice un amico di recente conoscenza (però amico) beatlesiano da sempre (nonostante sia nato quando i Fab Four si erano già divisi da un pezzo), un concerto dei Rolling Stones a cui sono andato in qualità di... rianimatore assegnato personalmente alla band, durante il quale peraltro Jagger e compagnia li ho visti (per fortuna o sfortuna, non so) solo sul palco (che c'entrano gli Stones? Beh, sempre di musica dei padri si tratta), complice il fatto che gli U2 non fanno un disco davvero eccellente da quindici anni, insomma, mi sono trovato catapultato mani e piedi nella beatlesmania, che andava bene se vivevi nella swinging London nel 1966, ma se stai in zona Washington a Milano nel 2006 qualche dubbio ti viene sulla tua sanità mentale.
Non so, forse la cosa che davvero mi attrae di più dei Beatles è l'idea che a quei tempi la musica era lì, tutta da scrivere, così come la storia dei nostri giorni. Era come lavorare su una materia grezza, e pian piano tirarne fuori lo spirito nascosto. Anzi, no, era come avvicinarsi allo spirito nascosto. I Beatles per primi hanno lavorato quella materia grezza, e lo spirito si è loro rivelato pienamente, forse perchè oltre ad essere menti musicalmente (e non solo) eccezionali erano appunto i primi a cercare quello spirito, dapprima inconsapevolmente o quasi, poi in maniera sempre più consapevole. Pensate che John, Paul, George e Ringo sfornavano mediamente un album ogni sette-otto mesi, più una nutrita serie di singoli di successo. Il loro primo LP, "Please please me", fu registrato in una sola giornata in complessive 12 ore. La materia grezza si offriva generosa a coloro che per primi si apprestavano a darle forma. Pensate invece ai gruppi odierni: se va bene, un disco ogni tre anni! Con questo non dico che Thom Yorke, o Michael Stipe, siano meno fecondi di Lennon-Mc Cartney: credo invece che oggi è stato tutto scritto o quasi, e lo spirito si è quasi nascosto e trovarlo è sempre più difficile, bisogna passare dall'elettronica, affogare le melodie, quasi che avere fatto "Ok computer" fosse una colpa e non un merito. Ai Beatles bastava spostare una linea di basso, un riff di chitarra, ed eccoli esplorare un nuovo mondo, per primi. Yorke, Stipe e gli altri si trovano davanti un mondo così noto da risultare quasi noioso: sono solo stati più sfortunati a nascere venti, trenta, quaranta anni dopo.

Per restare in tema, ieri sera ero alle Scimmie a sentire un gruppo di ragazzi di Perugia in trasferta milanese, il cui cantante è un parente di quel mio amico di cui sopra. A parte il nome del gruppo, da cambiare al più presto ("Figli di John", dove John è ovviamente John Lennon), i ragazzi mi sono piaciuti. Hanno suonati quasi due ore di musica composta da loro, e un'oretta di cover, e almeno cinque o sei dei loro pezzi che ho sentito ieri sono molto meglio di tanta schifezza che sento in giro. Metto qui il link alla loro homepage dove ovviamente si può ascoltare qualcosa delle loro canzoni, sono bravi anche se ovviamente pagano molto (troppo) pegno al signore di cui si dichiarano figli. Purtroppo per loro, sono nati nel posto sbagliato, Italia, Perugia. La buona fortuna di questo post la auguro a loro, chiunque prenda una chitarra e scriva una canzone sognando di calcare un giorno un palco ben più prestigioso di quello di un locale milanese merita un grande "in bocca al lupo".
Help!
Nino
postato da: Bad alle ore 20:56 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1   17 Settembre 2006 - 14:41
 
Letto con attenzone: eh sì, quegli erano gli anni Beatles versus Rolling Stones.
Invece io, che amo sempre la terza via, me ne sono andata qualche sera fa al Blue note a sentire la Blues Brothers band e a fare uno splendido, corroborante, perfetto tuffo nel soul e nel rhythm and blues. Della vecchia band ci sono "Blue" Lou Marini (chi lo dimentica col suo sax nella friggitoria di Aretha Franklin ?) e l'imponente Stephen "The Colonel" Cropper, membro della mitica Songwriters Hall of Fame. Sono persino riusciti a trovare un cantante che per presenza scenica non fa rimpiangere Dan Aykroyd e secondo me suona la fisarmonica anche meglio di lui. Dopo un attimo di rigidità, al grido di stand up, stand up, c'era il pubblico (compresi ragazzini) che gridava, cantava e ballava al grido di sweet home milano. Veder gente più vicina ai sessanta che ai cinquanta, che ancora zompa e se la spassa sul palco, perché fare musica è ancora qualcosa di divertente e vitale, è splendido. Mi ha fatto ricordare gli anni nei quali studiavo danza jazz e mi sono sentita molto soul women. Esperienza che consiglierei assolutamente a grandi e piccini. Catartica
;-)
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#2   18 Settembre 2006 - 14:05
 
non so perché ma ho sempre rifiutato musica poco attuale.

anche italiana (vedi battisti).

ho un rifiuto per ciò che è stato. che non posso vivere contemporaneamente.

è come vedere una serie di repliche in tv.

ge
utente anonimo

#3   19 Settembre 2006 - 10:06
 
quindi immagino non ascolti Mozart, che buffa cosa, per i suoi contemporanei era troppo avanti?
Difficile trovare un posto giusto nella storia della musica, eh...
;-)
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#4   20 Settembre 2006 - 15:53
 
sai Nino anch'io ogni volta soprattutto quando poi si avvicina il mio compleanno mi riprometto di guardare all'oggi ma proprio non ne sono capace, al mattino e al pomeriggio va ancora bene, poi arriva la sera e le ombre si allungano sempre troppo....
così la nostalgia per cio'che poteva essere o cio' che è stato e non è piu'....
ti abbraccio forte.
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#5   21 Settembre 2006 - 10:02
 
capita...
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#6   21 Settembre 2006 - 10:02
 
ps. mi scuso per l'intrusione.
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#7   28 Settembre 2006 - 20:39
 
sono in velocità... appena ho due minuti ti scrivo (non ho soldi sul cell... capisci_me) ;)

Un abbraccio
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#8   29 Settembre 2006 - 20:03
 
com'è andata la vacanza? un bacio, mina :-)
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#9   29 Settembre 2006 - 21:53
 
ti avrei invitato ad una cena fra amici, per domani sera (sabato 30).
spero che grazia te l'abbia detto.
ge
utente anonimo

Commenti

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