Geometri(e) verticali
Il mio cellulare ha come suoneria "Pride" degli U2. Mi vergogno un pò ogni volta che qualcuno mi chiama, ma tant'è, ci sono cose dalle quali non ci libereremo mai, e in fondo io non voglio liberarmi; e poi non ricevo molte telefonate, quindi tutto a posto.
Quando mi chiama il geometra del mio condominio dal nome imprecisato dicendomi che la grondaia è rotta e il mio balcone è l'unico punto di accesso, la qual cosa richiede che i suoi scagnozzi entrino in casa mia (ovviamente, il giorno dopo, quando io non ci sono, perchè "poi magari piove e non si può più fare niente") e io lasci le chiavi di casa al portinaio, il mio primo pensiero di puro terrore va ai miei CD! E se in casa entrasse un manovale edile maniaco degli Wilco, trafugando tutta la collezione? Certo, le possibilità sono scarse, ma vanno tenute in considerazione. E poi, per la miseria, ho pulito il pavimento proprio ieri (prossima passata in programma fra una ventina di giorni, se non intervengono imprevisti).
Spargo fogli di giornale a coprire il pavimento in ogni dove, faccio le mie valigie, e parto per Mosca, con qualche preoccupazione nel cuore.
Il viaggio d'andata è un'odissea degna di essere raccontata: prima, ad imbarco appena cominciato sul volo diretto, il tizio che manovra la scala da appoggiare agli scivoli (saranno quelli gli scivoli da armare, "assistenti di volo armare gli scivoli", no? Che poi a me 'sta frase sa tanto di "cazzare la randa", è bellissima, sogno di dirla pure io un giorno o l'altro), insomma, 'sto tizio sbaglia la manovra, appoggia male la scala (così ci diranno in seguito), e danneggia l'aereo. Imbarco fermato, ma non vi preoccupate, è una cazzata, si parte fra mezz'ora. Beh, forse un'ora. Facciamo un'ora e mezza per sicurezza. Dopo due ore che aspettiamo, sapete che c'è, il volo è cancellato e non se ne parli più, tornate al desk e vedete dove vi sbattono per arrivare a Mosca (annuncio fatto più o meno in questi termini dalla signorina Alitalia, in inglese e in italiano, infatti tutti quelli con la pelle e gli occhi scuri capiscono e vanno al desk, tutti quelli con la pelle e gli occhi chiari si dicono che non hanno capito una fava e restano fermi con gli occhi azzurri sgranati). In quattro e quattr'otto (ma anche fra l'usco e il brusco) io arrivo al desk suddetto, la mia mancanza di bagagli pesanti e la mia leggendaria agilità fanno il resto, sono il primo! Non avrò problemi di sicuro.
"Può andare a Parigi e da lì partire per Mosca"
"Però è una palla, arrivo 4-5 ore dopo l'orario previsto".
"Si fotta"
"Vado a Parigi".
La signorina Alitalia-2 mi fa i biglietti e agile come una gazzella e un tantino incazzato come un leopardo mi rituffo nel rituale del controllo bagagli (per la seconda volta). Dopo aver mostrato calze e mutande agli addetti ai controlli, supero agevolmente anche il controllo passaporti dove un pò mi guardano come se fossi di casa, ed eccomi qui, ad attendere il volo per Parigi, ah, la Ville Lumiere, beh, chissà se i franscesi ci hanno perdonato per il nove luglio, vabbeh, se ne saranno fatti una ragione, peccato non avere tempo per andare un pò in giro una volta atterrato all'ombra della Tour Eiffel, ma parto alle 14:45 e il volo da Parigi per Mosca è alle 16:30, effettivamente non ho molto tempo per andare in giro per Parigi, effettivamente non ho molto tempo... ma cosa? Parto alle tre meno un quarto e da Parigi riparto alle quattro e mezza? Ma quanto cazzo dura il volo Milano-Parigi, un quarto d'ora? E che, Parigi è vicino ad Assago? Non è in provincia di Milano, Parigi, no no no, c'è qualcosa che non va. Tutto fiero della mia intuizione geniale faccio un paio di telefonate intercontinentali che al costo di 12 euro al minuto mi confermano che, sì, effettivamente, l'aereo atterra a Parigi alle 16:20 e quindi a meno che io non salti dall'aereo in fase di atterraggio a quello in fase di decollo (ipotesi interessante, ma non avrei la carta d'imbarco!), a meno che il volo Aeroflot delle 16:30 da Parigi per Mosca non aspetti il sottoscritto per un'ora abbondante (non credo che gliene freghi molto all'Aeroflot del sottoscritto), qui qualcuno ha commesso un'erorre, anzi, un errore! Felino come una pantera, sguscio via e ripercorro la via a ritroso (oramai il terminal 1 di Malpensa non ha più segreti per me) fino al fatidico desk dove trovo la stessa signorina Alitalia-2 che mi guarda con occhi (castani) sgranati: 'azzo vuoi, ancora qui stai? Eh? Come dice? Ma no, certo che fa in tempo, il volo atterra alle 13:50, ha un'ora e quaranta... come? 16:20? Ma che cazzo dice mi faccia vedere... ahem... eh... beh... sì... sa... capita... un piccolo errore... l'ho messa sul volo sbagliato.
Sul volo sbagliato? Ho sentito bene? SUL VOLO SBAGLIATO? Questo è il vostro lavoro, state qui per fare questo, e mi mettete sul volo sbagliato? Se uno viene qui a fare un biglietto per Timbuctù, voi che fate, lo mandate a Cefalù solo perchè fa rima? E se io non me fossi accorto da solo che gli orari non tornavano che facevi, brutta stronza, mi mandavi a Parigi per la notte a dormire sotto un ponte della Senna? Ma io ti faccio perdere altri venti punti in borsa porc...
ruggente come un puma affamato, faccio per passare dall'altra parte del desk ma una signorina Alitalia-3 mi blocca in tempo e mi dice "Si calmi! Troveremo una soluzione", e io, calmo come un orso polare mi sento mandare in sottovoce dalla signorina Alitalia-3 a:
- Cracovia (ma non fa in tempo)
- Vienna (in fondo ha 40 minuti... come dice? Cerchi di non essere volgare... ok niente Vienna)
- Madrid? Cosa ne dice di Madrid? Ah è nella direzione opposta...
Quando ormai comincio a disperare mi viene un lampo di genio. Ora, l'associazione mentale è stata più o meno la seguente:
1) Io amo Michael Schumacher
2) Michael Schumacher è nato a Kerpen (il 3 gennaio del 1969 e non dite "e che c'entra?" perchè c'entra), vicino Koln, quindi è tedesco
3) la Germania ce l'ha un aeroporto grande, un hub si dice in gergo, non è Francoforte sul Meno?
Giuro, sono stato io a proporre Francoforte alla signorina Alitalia-3, la quale con mano tremante controlla i voli e... evviva! va benissimo, arriverei solo a mezzanotte, appena otto ore dopo l'orario previsto, e ho ben due ore a Frankfurt da spendere (quasi potevo andare allo stadio a vedere l'Eintracht giocare, al limite mi perdevo eventuali tempi supplementari).
Il resto è storia, il terzo controllo dei bagagli in una giornata (alla vista delle mie mutande per la terza volta in una giornata l'addetto alla sicurezza non ha retto e mi ha scoccato una languida occhiata, così ho capito che fra di noi era già amore vero), i saluti affettuosi dei poliziotti al controllo passaporti oramai amici miei intimi (copriti che a Mosca fa freddo!). Sull'aereo i miei pensieri erano più o meno questi:
1) Se precipita questo volo, mi danno l'Oscar della sfiga
2) Se invece precipita l'altro, quello buono per Parigi sul quale non mi hanno mai messo, torno a Milano e sposo signorina Alitalia-2
ma non è precipitato nessun volo.
Dopo quattro giorni, torno a Milano sotto una pioggia battente (io ovviamente ho appena fatto lavare la macchina dopo sei mesi di sole accecante). I fogli di giornale nel complesso hanno tenuto, il pavimento potrà essere rilavato non prima di venti giorni salvo imprevisti. I CD degli Wilco ci sono tutti, dalla mensola manca solo "Il meglio degli Alunni del sole" e io piango un pò, per il dispiacere. Sul balcone è tutto sporco, ma la grondaia è riparata e i piccioni stramaledetti già ne hanno approfittato.
Piove a dirotto.
Aveva ragione il geometra.
Nino
Quando mi chiama il geometra del mio condominio dal nome imprecisato dicendomi che la grondaia è rotta e il mio balcone è l'unico punto di accesso, la qual cosa richiede che i suoi scagnozzi entrino in casa mia (ovviamente, il giorno dopo, quando io non ci sono, perchè "poi magari piove e non si può più fare niente") e io lasci le chiavi di casa al portinaio, il mio primo pensiero di puro terrore va ai miei CD! E se in casa entrasse un manovale edile maniaco degli Wilco, trafugando tutta la collezione? Certo, le possibilità sono scarse, ma vanno tenute in considerazione. E poi, per la miseria, ho pulito il pavimento proprio ieri (prossima passata in programma fra una ventina di giorni, se non intervengono imprevisti).
Spargo fogli di giornale a coprire il pavimento in ogni dove, faccio le mie valigie, e parto per Mosca, con qualche preoccupazione nel cuore.
Il viaggio d'andata è un'odissea degna di essere raccontata: prima, ad imbarco appena cominciato sul volo diretto, il tizio che manovra la scala da appoggiare agli scivoli (saranno quelli gli scivoli da armare, "assistenti di volo armare gli scivoli", no? Che poi a me 'sta frase sa tanto di "cazzare la randa", è bellissima, sogno di dirla pure io un giorno o l'altro), insomma, 'sto tizio sbaglia la manovra, appoggia male la scala (così ci diranno in seguito), e danneggia l'aereo. Imbarco fermato, ma non vi preoccupate, è una cazzata, si parte fra mezz'ora. Beh, forse un'ora. Facciamo un'ora e mezza per sicurezza. Dopo due ore che aspettiamo, sapete che c'è, il volo è cancellato e non se ne parli più, tornate al desk e vedete dove vi sbattono per arrivare a Mosca (annuncio fatto più o meno in questi termini dalla signorina Alitalia, in inglese e in italiano, infatti tutti quelli con la pelle e gli occhi scuri capiscono e vanno al desk, tutti quelli con la pelle e gli occhi chiari si dicono che non hanno capito una fava e restano fermi con gli occhi azzurri sgranati). In quattro e quattr'otto (ma anche fra l'usco e il brusco) io arrivo al desk suddetto, la mia mancanza di bagagli pesanti e la mia leggendaria agilità fanno il resto, sono il primo! Non avrò problemi di sicuro.
"Può andare a Parigi e da lì partire per Mosca"
"Però è una palla, arrivo 4-5 ore dopo l'orario previsto".
"Si fotta"
"Vado a Parigi".
La signorina Alitalia-2 mi fa i biglietti e agile come una gazzella e un tantino incazzato come un leopardo mi rituffo nel rituale del controllo bagagli (per la seconda volta). Dopo aver mostrato calze e mutande agli addetti ai controlli, supero agevolmente anche il controllo passaporti dove un pò mi guardano come se fossi di casa, ed eccomi qui, ad attendere il volo per Parigi, ah, la Ville Lumiere, beh, chissà se i franscesi ci hanno perdonato per il nove luglio, vabbeh, se ne saranno fatti una ragione, peccato non avere tempo per andare un pò in giro una volta atterrato all'ombra della Tour Eiffel, ma parto alle 14:45 e il volo da Parigi per Mosca è alle 16:30, effettivamente non ho molto tempo per andare in giro per Parigi, effettivamente non ho molto tempo... ma cosa? Parto alle tre meno un quarto e da Parigi riparto alle quattro e mezza? Ma quanto cazzo dura il volo Milano-Parigi, un quarto d'ora? E che, Parigi è vicino ad Assago? Non è in provincia di Milano, Parigi, no no no, c'è qualcosa che non va. Tutto fiero della mia intuizione geniale faccio un paio di telefonate intercontinentali che al costo di 12 euro al minuto mi confermano che, sì, effettivamente, l'aereo atterra a Parigi alle 16:20 e quindi a meno che io non salti dall'aereo in fase di atterraggio a quello in fase di decollo (ipotesi interessante, ma non avrei la carta d'imbarco!), a meno che il volo Aeroflot delle 16:30 da Parigi per Mosca non aspetti il sottoscritto per un'ora abbondante (non credo che gliene freghi molto all'Aeroflot del sottoscritto), qui qualcuno ha commesso un'erorre, anzi, un errore! Felino come una pantera, sguscio via e ripercorro la via a ritroso (oramai il terminal 1 di Malpensa non ha più segreti per me) fino al fatidico desk dove trovo la stessa signorina Alitalia-2 che mi guarda con occhi (castani) sgranati: 'azzo vuoi, ancora qui stai? Eh? Come dice? Ma no, certo che fa in tempo, il volo atterra alle 13:50, ha un'ora e quaranta... come? 16:20? Ma che cazzo dice mi faccia vedere... ahem... eh... beh... sì... sa... capita... un piccolo errore... l'ho messa sul volo sbagliato.
Sul volo sbagliato? Ho sentito bene? SUL VOLO SBAGLIATO? Questo è il vostro lavoro, state qui per fare questo, e mi mettete sul volo sbagliato? Se uno viene qui a fare un biglietto per Timbuctù, voi che fate, lo mandate a Cefalù solo perchè fa rima? E se io non me fossi accorto da solo che gli orari non tornavano che facevi, brutta stronza, mi mandavi a Parigi per la notte a dormire sotto un ponte della Senna? Ma io ti faccio perdere altri venti punti in borsa porc...
ruggente come un puma affamato, faccio per passare dall'altra parte del desk ma una signorina Alitalia-3 mi blocca in tempo e mi dice "Si calmi! Troveremo una soluzione", e io, calmo come un orso polare mi sento mandare in sottovoce dalla signorina Alitalia-3 a:
- Cracovia (ma non fa in tempo)
- Vienna (in fondo ha 40 minuti... come dice? Cerchi di non essere volgare... ok niente Vienna)
- Madrid? Cosa ne dice di Madrid? Ah è nella direzione opposta...
Quando ormai comincio a disperare mi viene un lampo di genio. Ora, l'associazione mentale è stata più o meno la seguente:
1) Io amo Michael Schumacher
2) Michael Schumacher è nato a Kerpen (il 3 gennaio del 1969 e non dite "e che c'entra?" perchè c'entra), vicino Koln, quindi è tedesco
3) la Germania ce l'ha un aeroporto grande, un hub si dice in gergo, non è Francoforte sul Meno?
Giuro, sono stato io a proporre Francoforte alla signorina Alitalia-3, la quale con mano tremante controlla i voli e... evviva! va benissimo, arriverei solo a mezzanotte, appena otto ore dopo l'orario previsto, e ho ben due ore a Frankfurt da spendere (quasi potevo andare allo stadio a vedere l'Eintracht giocare, al limite mi perdevo eventuali tempi supplementari).
Il resto è storia, il terzo controllo dei bagagli in una giornata (alla vista delle mie mutande per la terza volta in una giornata l'addetto alla sicurezza non ha retto e mi ha scoccato una languida occhiata, così ho capito che fra di noi era già amore vero), i saluti affettuosi dei poliziotti al controllo passaporti oramai amici miei intimi (copriti che a Mosca fa freddo!). Sull'aereo i miei pensieri erano più o meno questi:
1) Se precipita questo volo, mi danno l'Oscar della sfiga
2) Se invece precipita l'altro, quello buono per Parigi sul quale non mi hanno mai messo, torno a Milano e sposo signorina Alitalia-2
ma non è precipitato nessun volo.
Dopo quattro giorni, torno a Milano sotto una pioggia battente (io ovviamente ho appena fatto lavare la macchina dopo sei mesi di sole accecante). I fogli di giornale nel complesso hanno tenuto, il pavimento potrà essere rilavato non prima di venti giorni salvo imprevisti. I CD degli Wilco ci sono tutti, dalla mensola manca solo "Il meglio degli Alunni del sole" e io piango un pò, per il dispiacere. Sul balcone è tutto sporco, ma la grondaia è riparata e i piccioni stramaledetti già ne hanno approfittato.
Piove a dirotto.
Aveva ragione il geometra.
Nino


